Esercizio di competenza linguistica

Impariamo l'italiano
Prova di competenza linguistica)

Completate il testo con le parole mancanti
Vecchia scuola

Ricordo bene i miei insegnanti. Di alcuni avevo terrore, e non era giusto. Di altri, timore. Ma un timore, come si dice, reverenziale. Li rispettavo, a loro mi mettevo sull’attenti e mai mi sarei sognato di dargli tu. Se mi punivano perchè non facevo il mio dovere, accettavo la punizione un debito da pagare. Un debito che, lì lì, poteva anche sembrarmi oneroso, ma che non ritenevo ingiusto. Io, alla scuola e ai miei insegnanti, devo molto, moltissimo. Gli devo quella disciplina che vita, che non mi ha risparmiato rovesci e manrovesci, mi ha a combattere e, spesso, a vincere.

Quello che sono oggi lo all’impegno che mettevo negli studi. La scuola ha contribuito, almeno la famiglia, a formarmi il carattere, a temprarmi lo spirito, a rafforzarmi la volontà. Con buona pace dei demagoghi permissivi, buonisti e falsamente egalitari, grande è il pedagogico dell’ubbidienza, quando gli ci sono stati impartiti non per sottometterci, ma per fare di noi dei veri uomini e dei buoni cittadini. Qualcuno dirà che è retorica, che le mie chiacchiere lasciano il tempo che trovano. Sarà, ma solo una scuola severa ci può far gli esami della vita. Che – come diceva il grande Eduardo – finiscono mai.
Roberto Gervaso, “Il Messaggero”, 10 gennaio 2003