Comprensione scritta

Impariamo l'italiano
Esercizio di comprensione scritta

Completate il testo con le parole mancanti

Facebook: quando il profilo recita il “de profundis”
Non poteva esserci occasione migliore delle festività dei morti per che Facebook ha istituito gli account commemorativi. Il social network più famoso del mondo, in buona sostanza, ci fa che quando passeremo a miglior vita il nostro muro potrebbe un grande muro del pianto dal quale chi ci ha conosciuto potrà ricordarci, rimpiangerci o semplicemente salutarci.
Non è una notizia che ci conforta, a dire il vero. Ma, tant’è, visto che prima o poi succede a tutti meglio di che morte deve pure il nostro account.
Tutto parte da un interrogativo: cosa dell’account di qualcuno che non c’è più? Se l’è chiesto prima di tutti Max Kelly, uno dei dipendenti storici di Facebook, che proprio dopo la morte del suo più caro amico si è fatto promotore dell’idea di i profili in account commemorativi. Basta che lo vogliano i parenti e gli amici del defunto, compilando un apposito modulo di decesso nel quale si chiede che l’account del proprio caro scomparso passi in modalità “in memoria di”, evitando così di mischiato con quelli dei vivi.
Cercando di la cosa con distacco (e molta scaramanzia), in effetti, il principio è scrupoloso, tanto più che stiamo parlando di uno dei servizi sociali più critici (e criticati) in termini di privacy. E in effetti Facebook garantisce che “verranno rimosse alcune informazioni riservate e la privacy verrà impostata in modo che solo gli amici confermati possano al profilo o trovarlo nelle ricerche”. Ma non solo. Ci assicura che il profilo del defunto non comparirà più tra i risultati delle ricerche e nemmeno tra i suggerimenti che Facebook ci invia di tanto in tanto per invitarci a con gli amici che non sentiamo da tempo.
Un modo per gaffe, non c’è dubbio. Ma che pone altri interrogativi. Ad esempio: come farà Facebook a sulle reali o presunte dichiarazioni di decesso? Chi ci assicura che la nostra memoria e quella dei nostri cari verrà effettivamente rispettata dalla Rete? E poi, siamo sicuri che l’account commemorativo sia davvero ciò che avevamo in testa prima di questo mondo?