Comprensione scritta

Impariamo l'italiano
Esercizio di comprensione scritta

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"Tra l'altre distinzioni e privilegi che le erano stati concessi, per compensarla di non poter esser badessa, c'era anche quello di stare in un quartiere a parte. Quel lato del monastero era contiguo a una casa abitata da un giovine, scellerato di professione, uno de' tanti, che, in que' tempi, e co' loro sgherri, e con l'alleanze d'altri scellerati, potevano, fino a un certo segno, ridersi della forza pubblica e delle leggi. Il nostro manoscritto lo nomina Egidio, senza parlar del casato. Costui, da una sua finestrina che dominava un cortiletto di quel quartiere, avendo veduta Gertrude qualche volta passare o girandolar lì, per ozio, allettato anzi che atterrito dai pericoli e dall'empietà dell'impresa, un giorno osò rivolgerle il discorso. La sventurata rispose.
In que' primi momenti, provò una contentezza, non schietta al certo, ma viva. Nel vòto uggioso dell'animo suo s'era venuta a infondere un'occupazione forte, continua e, direi quasi, una vita potente; ma quella contentezza era simile alla bevanda ristorativa che la crudeltà ingegnosa degli antichi mesceva al condannato, per dargli forza a sostenere i tormenti. Si videro, nello stesso tempo, di gran novità in tutta la sua condotta: divenne, tutt'a un tratto, più regolare, più tranquilla, smesse gli scherni e il brontolìo, si mostrò anzi carezzevole e manierosa, dimodoché le suore si rallegravano a vicenda del cambiamento felice; lontane com'erano dall'immaginarne il vero motivo, e dal comprendere che quella nuova virtù non era altro che ipocrisia aggiunta all'antiche magagne. Quell'apparenza però, quella, per dir così, imbiancatura esteriore, non durò gran tempo, almeno con quella continuità e uguaglianza: ben presto tornarono in campo i soliti dispetti e i soliti capricci, tornarono a farsi sentire l'imprecazioni e gli scherni contro la prigione claustrale, e talvolta espressi in un linguaggio insolito in quel luogo, e anche in quella bocca. Però, ad ognuna di queste scappate veniva dietro un pentimento, una gran cura di farle dimenticare, a forza di moine e buone parole. Le suore sopportavano alla meglio tutti questi alt'e bassi, e gli attribuivano all'indole bisbetica e leggiera della signora."
(Da: Alessandro Manzoni, I promessi sposi)


  1. Le stanze riservate a Gertrude si trovano dal lato del monastero contiguo:
    1. al giardino delle monache
    2. alla casa di un giovane scellerato
    3. alla via dove passa un giovane scellerato
    4. alla cella della badessa
  2. Egidio vede Gertrude passare:
    1. da una sua finestrina
    2. dal giardino di casa sua
    3. nell'orto del convento
    4. nel chiostro delle monache
  3. Dopo aver conosciuto Egidio il comportamento di Gertrude diventa:
    1. tranquillo, spontaneo, allegro
    2. regolare, espansivo, allegro
    3. regolare, tranquillo, carezzevole
    4. carezzevole, disponibile, spontaneo
  4. La "nuova virtù" di Gertrude è in realtà:
    1. crudeltà
    2. ipocrisia
    3. rassegnazione
    4. pentimento
  5. Le suore sopportano gli sbalzi d'umore di Gertrude attribuendoli:
    1. alla mancata possibilità di essere badessa
    2. alla superbia dovuta all'eccessiva considerazione delle proprie origini
    3. all'indole bisbetica e leggera
    4. all'odio che spesso manifesta per la vita del convento