Imperfetto d'indicativo

Impariamo l'italiano
L'indicativo imperfetto

Completa il testo con i verbi all'indicativo imperfetto
"Abitai a Johannesburg nella casa di un medico, dormendo la notte negli alloggi della servitù e lavorando di giorno nello suo studio. Se qualcuno (arrivare) durante il giorno (sgusciavo) fuori in cortile e (fingere) di essere il giardiniere. Poi trascorsi una quindicina di giorni in una piantagione di zucchero nel Natal, vivendo con un gruppo di braccianti africani e le loro famiglie in un piccolo villaggio di nome Tongaat, sulla costa vicino a Durban. (abitare) in una pensione fingendomi un tecnico agrario venuto per conto del governo a valutare i terreni.
L’organizzazione mi (avere) fornito gli attrezzi del mestiere, e per una parte della giornata (raccogliere) campioni del suolo e (fare) delle prove. (capire) poco quello che ,(fare) e non penso di essere riuscito a ingannare gli abitanti di Tongaat. Ma quegli uomini e quelle donne, per la maggior parte contadini, (essere) naturalmente discreti, e non fecero domande sulla mia identità neppure quando incominciarono a vedere che di notte (venire) da me delle persone, tra cui alcuni noti politici locali. Spesso (partecipare) alle riunioni di notte e (dormire) di giorno, un orario un po’ insolito per un tecnico di agricoltura. Ma anche se mi (dedicare) ad altre faccende, mi (sentire) vicino alla piccola comunità che mi (opsitare). La domenica (assistere) alle funzioni, e mi (piacere) lo stile antiquato di quei preti cristiani sionisti che (battere) i pugni sulla Bibbia. (stavo) quasi per decidere di partire quando un giorno mi fermai a ringraziare un vecchio che mi (avere) aiutato. Egli disse: «Tu sei naturalmente il benvenuto, ma dicci per favore, Kwedeni [giovane], che cosa vuole il capo Luthuli?». Fui colto alla sprovvista, ma subito risposi: «Bene, sarebbe meglio che tu glielo chiedessi personalmente, non credo di poter parlare per lui, ma come io l’ho capita vuole che ci venga restituita la nostra terra, che i nostri re riprendano il potere, e che la gente sia in grado di determinare il proprio futuro e di decidere la vita che vuole condurre».
«E come farà a ottenere tutto questo se non dispone di un esercito?» disse il vecchio.
Avrei voluto dire a quel vecchio che mi (stare) impegnando proprio per costruire quell’esercito, ma non (potere). Anche se i sentimenti del vecchio mi furono d’incoraggiamento, cominciai tuttavia a temere che anche altri avessero indovinato la mia missione. Di nuovo (essere) rimasto troppo a lungo in un posto, e la notte successiva partii in sordina così come in sordina (essere) arrivato."

Nelson Mandela, "Lungo cammino veso la libertà - autobiografia"

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