Imperfetto d'indicativo

Impariamo l'italiano
L'indicativo imperfetto

Completa il testo con i verbi all'indicativo imperfetto
[...] Mi ritirai tardi, saranno state le tre e subito cominciai a fare sogni terribili. Mi ricordo l’ultimo che feci prima di svegliarmi. Mi (parere) di essere davanti alla casa di quel Tocci, dalle parti di Sant'Oreste. (Esserci) un albero, un castagno, i cui rami (scendere) fino a toccare la casa; e tra le foglie (esserci) tante castagne. Tutto ad un tratto (cadere) una di quelle castagne e, cadendo, (sfuggire) via verso una piccola porta a fior di terra la quale, come (sapere) , (portare) alla cantina. Io (seguire) la castagna e la (vedere) cadere giù per la scala e, volendola prendere, (scendere) anch’io in cantina. Ma la castagna mi (sfuggire) rapida e brillante, e poi, d’improvviso, alle mie spalle, la porta (chiudersi) e io (trovarsi) al buio e non (vedere) più niente e (cominciare) ad agitare le braccia per cercare la porta della cantina. Mi era venuta una paura terribile perché (essere) chiuso sotto terra e così cominciai ad urlare. Ma più (urlare) e meno mi (parere) di urlare e la voce, come mi (uscire) di bocca, non (essere) più voce ma silenzio. Finalmente mi svegliai che (urlare) davvero e (cercare) di accendere la luce al capo del letto.
Alberto Moravia. La paura

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