Riordinamento di testi

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Nessuno rispose. Entrarono.
Una vecchia villa li accolse come un approdo sicuro in mezzo alla tempesta. Non s’intravedevano luci all’interno. La porta, però, era aperta.
L’indirizzo era fuori città. A causa del maltempo e del navigatore che non riusciva a trovare la strada, avevano impiegato più di mezz’ora per raggiungere il luogo isolato. Se non fosse stato per il piccolo lampione acceso all’imboccatura del viale d’ingresso, avrebbero pensato che il posto fosse disabitato.
Erano in tre. Monica, giovane medico internista che quella notte era di turno al Pronto Soccorso. Tony, un infermiere professionista con alle spalle una lunga esperienza in interventi d’emergenza. E l’autista, che rimase sull’ambulanza mentre gli altri due sfidarono il temporale avviandosi verso la casa. Prima di varcare la soglia, richiamarono ad alta voce l’attenzione di chi vi abitava.
L’ambulanza procedette lentamente lungo il giardino in stato di abbandono. Il lampeggiante risvegliò dall’oscurità statue di ninfe ricoperte di muschio e veneri mutilate, che salutarono il loro passaggio con sorrisi sbilenchi, protese in gesti eleganti e incompleti. Danzavano immobili, solo per loro.
La casa li stava aspettando.
Donato Carrisi. Il tribunale delle anime