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Concordanza dei tempi e dei modi verbali

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La concordanza dei tempi e dei modi verbali
Qualche decennio fa, presso una delle università italiane (insegnare) un professore famoso per la sua severità, specialmente agli esami. (Essere) insomma la bestia nera degli studenti, molti dei quali (costringere) a ripetere lo stesso esame più di una volta. Un giorno (presentarsi) all’esame un timido studente che gia (dovere) subire la tagliente ironia del terribile professore. Anche questa volta, per quanto egli (trascorrere) giorni e giorni sui libri a studiare, deciso a non farsi bocciare, il professore, con domande sottilmente insidiose (riuscire) a metterlo in difficoltà. Alla fine il malcapitato (ammutolirsi) , e non (vedere) l’ora che il suo tirano (decidersi) a smettere d’interrogarlo, e (mettere) fine all’inutile tortura. Quando Dio (volere) , (sembrare) che anche il professore ne (avere) abbastanza. Ma prima che lo studente (andarsene) , (fare) chiamare l’usciere e gli (dire) secco: “(Portare) un po’ di fieno per favore!” Lo studente, che ben (capire) il significato allusivo e offensivo della richiesta, non (scomporsi) affatto, (rivolgersi) all’usciere e (fare) di rimando: “A me un bel caffè!” Il professore, che non (aspettarsi) mai tanto ardire, non (potere) fare a meno di sorridere, e (promuovere) lo spiritoso studente.